La ricerca clinica sta attraversando una trasformazione importante: accanto ai dati prodotti negli studi clinici controllati, assumono un ruolo sempre più rilevante le informazioni raccolte nella pratica quotidiana. Cartelle cliniche elettroniche, registri di patologia, database sanitari, dati amministrativi e dispositivi wearable generano infatti una quantità crescente di Real World Data (RWD).
Ma qual è il significato di RWD e come si collegano alla Real World Evidence (RWE)? E, soprattutto, quale rapporto esiste tra Real World Evidence e clinical trials? Scopriamolo in questo articolo.
Per Real World Data (RWD) si intendono dati relativi allo stato di salute dei pazienti e all'erogazione delle cure raccolti nel corso della normale pratica clinica o attraverso altre fonti non necessariamente riconducibili a uno studio clinico tradizionale. Tra le principali fonti di RWD rientrano:
Il valore degli RWD non dipende soltanto dalla loro quantità. La vera sfida consiste nel trasformare dati eterogenei, raccolti in contesti differenti e con finalità diverse, in informazioni affidabili e interpretabili.
La Real World Evidence (RWE) – in italiano, evidenza dal mondo reale – è l'insieme delle prove e delle conclusioni scientifiche che derivano dall'analisi dei dati sulla salute dei pazienti raccolti durante la normale pratica clinica quotidiana. RWD e RWE, quindi, non sono sinonimi: gli RWD sono i dati mentre la Real World Evidence è l'evidenza ottenuta analizzando questi dati attraverso metodologie epidemiologiche e statistiche appropriate, con l'obiettivo di rispondere a specifiche domande di ricerca.
In parole semplici: mentre i classici studi clinici (i trial randomizzati) testano i farmaci in ambienti super controllati e su gruppi ristretti di persone, la RWE mostra come quei trattamenti funzionano davvero nella vita di tutti i giorni su una popolazione molto più varia, ampia e complessa.
In Europa, il tema della Real World Evidence ha acquisito crescente rilevanza nell'ambito dell'evoluzione delle metodologie di valutazione dei medicinali: l'European Medicines Agency (EMA) e le autorità regolatorie europee stanno infatti lavorando alla valorizzazione dei dati provenienti dalla pratica clinica, anche attraverso iniziative dedicate alla generazione e all'utilizzo di RWE.
Il confronto tra Real World Evidence e clinical trials non dovrebbe essere interpretato come una contrapposizione. Gli studi clinici randomizzati (RCT) rappresentano il riferimento per valutare il rapporto causale tra un intervento e un determinato esito. La randomizzazione e il controllo delle condizioni sperimentali consentono di ridurre diversi fattori di confondimento e di ottenere una valutazione rigorosa dell'efficacia e della sicurezza di un trattamento.
Tuttavia, i trial vengono necessariamente condotti secondo criteri di inclusione ed esclusione, protocolli e condizioni definite. La popolazione studiata può quindi non rappresentare completamente la varietà dei pazienti incontrati nella pratica quotidiana.
La Real World Evidence può contribuire a colmare parte di questo spazio informativo.
Studi clinici randomizzati
Popolazione selezionata secondo il protocollo
Condizioni sperimentali controllate
Randomizzazione
Forte controllo dei fattori di confondimento
Valutazione dell'efficacia e della sicurezza
Endpoint definiti dal protocollo
Real World Evidence
Popolazioni più vicine alla pratica clinica
Contesto assistenziale reale
Studi osservazionali e altri disegni metodologici
Necessità di gestire bias e confondimento
Informazioni su efficacia nella pratica, sicurezza, percorsi di cura e outcome a lungo termine
Possibilità di analizzare anche outcome e pattern d'uso osservati nella pratica
La RWE, quindi, non sostituisce automaticamente l'evidenza derivante dagli RCT: può completarla, contribuendo a descrivere ciò che accade quando un trattamento entra nella normale pratica assistenziale.
L'evoluzione della medicina sta rendendo disponibili dati sempre più numerosi e diversificati. Parallelamente, aumenta la necessità di comprendere non solo se un trattamento funziona in condizioni sperimentali, ma anche come funziona nelle diverse popolazioni di pazienti e nei diversi contesti sanitari.
La Real World Evidence può essere utilizzata, a seconda della domanda di ricerca e della qualità dei dati disponibili, per analizzare:
Un aspetto particolarmente rilevante è la possibilità di osservare popolazioni che possono essere sottorappresentate negli studi sperimentali, come pazienti anziani, persone con comorbidità o pazienti sottoposti a molteplici linee terapeutiche.
Un ulteriore elemento di evoluzione è rappresentato dall'European Health Data Space (EHDS), il quadro europeo pensato per favorire un utilizzo più efficace e sicuro dei dati sanitari. L'EHDS mira a facilitare, secondo le regole previste dal nuovo quadro normativo, sia l'accesso e il controllo dei cittadini sui propri dati sanitari, sia il loro utilizzo per finalità secondarie come ricerca, innovazione e sviluppo delle politiche sanitarie.
Per la ricerca, questo può rappresentare un passaggio significativo verso una maggiore disponibilità e interoperabilità dei dati sanitari a livello europeo.
La possibilità di collegare e analizzare fonti informative differenti potrebbe infatti favorire studi su popolazioni più ampie e rappresentative, pur richiedendo standard elevati in termini di governance, privacy, qualità dei dati e sicurezza.
L'ematologia rappresenta uno degli ambiti nei quali l'integrazione tra ricerca clinica e dati real world può essere particolarmente rilevante. Le patologie ematologiche comprendono condizioni molto diverse tra loro e possono richiedere percorsi terapeutici complessi, caratterizzati da più linee di trattamento e da follow-up prolungati.
I registri clinici e le cartelle elettroniche possono contribuire, per esempio, a studiare:
In alcuni contesti, l'integrazione con dati molecolari e diagnostici può inoltre consentire analisi più approfondite dei sottogruppi di pazienti e dei percorsi terapeutici.
Anche l'oncologia è un terreno particolarmente importante per la Real World Evidence. La crescente disponibilità di terapie mirate, immunoterapie e strategie di medicina personalizzata ha aumentato la complessità delle decisioni terapeutiche. Inoltre, la pratica clinica coinvolge popolazioni spesso più eterogenee rispetto a quelle degli studi registrativi. I dati real world possono quindi contribuire a rispondere a domande che emergono dopo l'introduzione di una terapia nella pratica, come:
In questo senso, la RWE può accompagnare l'intero ciclo di vita di un trattamento, dalla fase di sviluppo alla pratica clinica consolidata.
La crescita dei Real World Data sta modificando il modo in cui vengono generate e utilizzate le evidenze in medicina. Cartelle cliniche, registri, database sanitari e wearable possono trasformare la pratica quotidiana in una fonte complementare di conoscenza. Ma perché questo potenziale diventi realmente utile è necessario andare oltre la semplice raccolta dei dati: servono qualità, standardizzazione, competenze analitiche e una governance adeguata.
Per ematologia e oncologia, dove la complessità dei percorsi terapeutici e la rapidità dell'innovazione rendono particolarmente importante comprendere cosa accade nella pratica reale, la RWE può rappresentare uno strumento sempre più rilevante. La ricerca clinica del futuro sarà quindi sempre più connessa alla capacità di integrare evidenza sperimentale ed evidenza dal mondo reale, mantenendo al centro la qualità scientifica e i bisogni dei pazienti.
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